Prima vs. Dopo

Prima, quando pensavo “non posso farcela”, “è troppo difficile”, “non sarò mai così agile”.
Dopo, quando ho detto “perché non provare?” “Facciamolo, vediamo se ci riesco” ” Wow ho imparato veramente??”
Già chi ci crede da subito in se stessi? È molto più facile darsi per sconfitti senza lottare, poi quando inizi ti dimentichi perché hai iniziato, ti interessa solamente vedere cosa sa fare il tuo fisico, non tutte le stronzate del tipo “così farò strage di f…..” o cose simili, ti accorgi di come ti rilassi alla fine di ogni allenamento, ti accorgi di voler dare al tuo corpo che ora ami solo cibo sano, VERO, niente cibo spazzatura, o cose fritte, solo ciò che sai che non ti farà male….

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Monet vive

L’arte…. Cos’è veramente oltre l’intrattenimento del pubblico? Che si tratti di un concerto, di una mostra di quadri, o di un ballo, o qualsiasi altra forma d’arte, è qualcosa di particolarmente intimo per un artista, che dona i propri sentimenti al pubblico, che si racconta e si mostra come forse neanche lui sapeva di poter fare…. Oggi ho visto di persona i quadri di Monet, prima di andare pensavo “ma oltre ad averli fatti lui che vedrò poi di così speciale e sconosciuto?” E sbagliavo di grosso, una volta la ho potuto capire quanto potesse essere geniale l’impressionismo di Monet… Certo, i primi quadri niente di che, un ottima tecnica ma oltre a essere delle ottime rappresentazioni non dicevano molto, poi arrivato nel periodo impressionista però ho sentito veramente qualcosa dentro…. Monet che parlava, che esprimeva attraverso le sue pennellate perfette il suo ricordo di un particolare momento, che questo fosse allegro o triste, che fosse un paesaggio freddo o caldo e nei quali riusciva a esprimere in entrambi veramente tantissimo….. Ho visto nel ritratto della moglie morta tutta la sofferenza che provava il pittore nel momento, e la gioia nei colori della primavera, e anche la bellezza del freddo inverno nevoso…. Solo impressioni, per lasciare allo spettatore la possibilità di non perdere tempo a guardare la perfezione di un oggetto ritratto, ma di godersi la bellezza di tutto l’insieme, proprio come i ricordi nella nostra mente, non ricordiamo i dettagli di ogni singolo oggetto come fosse una fotografia, ma ricordiamo vagamente il particolare, mentre l’emozione che ci ha comunicato quella si che la ricordiamo bene…. E dopo aver visto tanta bellezza ho iniziato a riflettere anche su un altra cosa,  avevo davanti il quadro che il genio di Monet aveva deciso che doveva essere così,  che prima era stato ideato nella sua mente e poi attraverso il suo pennello raffigurato sulla tela…. Il suo pennello, perché così perfetto, così geniale, così bene non lo potrà mai fare nessuno di nuovo… Cioè potrà chiunque copiare lo stile, copiare un suo dipinto per appenderlo nella propria stanza e avere un bell’ornamento, ma la pennellata originale non sarà mai replicabile al 100% nella sua perfezione…. Solo Monet come ogni altro artista saprà quanto ha meditato e lavorato per ogni sua  singola idea, per arrivare al risultato che ha stupito il mondo è l’ha reso immortale…. Fantastico…..

Ma con chi stai parlando?

Chi? Cosa? Che stai dicendo?

No niente, è solo che mi piace ciò che hai detto…

Ma guarda che in questa stanza non c’è nessuno!

Si lo so, sto parlando con te…

Io chi? Non vedi che siete solo tu e la tua chitarra? E non la stai neanche suonando, hai finito di suonare “wish you were here” 10 minuti fa e stai fissando il vuoto…

Il vuoto? E tu cosa sei allora?

Sveglia, io non ci sono, stai parlando da solo…..

Hai ragione, allora è il momento che smetta di distrarmi, devo tornare ai miei pensieri….

Quanto è strano in questi giorni avere un sorriso in faccia… Non ci ero abituato, erano anni che ero sempre la con il broncio, nervoso… Che brutto… Chi è che mi fa sorridere? Ho ripreso a essere una persona sociale, a parlare con gli altri, sono uscito dalla bolla che mi ero costruito intorno e sto scoprendo che c’è un mondo la fuori che non mi… Il mondo a cui pensavo di non appartenere…. Il mondo che mi aveva solo chiuso porte in faccia, e da cui avevo deciso di volermi estraniare…. E in cui alcuni miei amici hanno cercato di farmi rientrare, li ringrazio veramente perché le porte le avevo chiuse anche in faccia a loro ma sono sempre tornati a scuotermi e a chiedermi anche un semplice “come stai?” o “andiamo a vedere un film stasera?” di tanto in tanto…

Figo, cos’è cambiato?

Non lo so dire con precisione, un giorno mi sono svegliato e ho pensato una cosa inusuale, accendo il PC e… Carico quel gioco di auto con cui ho 1000 record nella community online e do una lezione a qualcuno online? No, non ne ho voglia, non lo faccio, voglio fare qualcosa di diverso… Non perché sia il momento di crescere, quella è una frase idiota fatta, ma perché ho voglia di pensare “è questo il modo in cui bisogna vivere”…

E cosa hai fatto di eclatante per tornare a vivere?

Niente di speciale, intanto ho iniziato qualche settimana fa guardando per l’ennesima volta “Pulse DVD2” e ho sognato ascoltandolo, poi mi sono vestito, ho messo su il sorriso, e sono uscito in bicicletta…

Wow, e dov’è che saresti coraggioso?

Esci, dimmi quante persone vedi sorridere… Io vedo tutti con lo sguardo chino sul telefono, a parte qualche giovane universitario all’uscita da lezione che sale sullo stesso tram con dei colleghi sono tutti con il broncio, tutti tristi…. Non è quello il modo in cui voglio vivere la mia vita, non è cosi che si vive…

Ma hai solo guardato un dvd e poi sei uscito, non sei diverso da loro, hai solo un po di dopamina libera nel cervello, ecco perché sorridi…

L’obiettivo non è essere diverso dagli altri, quello era solo l’inizio, poi sono successe altre cose… Essere felice non è una cosa che si fa contro gli altri, è qualcosa che si fa per se stessi, e poi sai quante cose sono diverse se sei felice? Quante cose ti accorgi di saper fare meglio? Quanta energia hai? Lo sai che essere felici fa consumare più calorie? Se vuoi metterti a dieta inizia da qua, inizia a essere felice, ho fatto allenamenti da 1000 calorie in momenti di noia e ne ho bruciate solo 600, ne ho fatto altri da 500 quando ero felice e ne ho bruciate 700… Ho suonato a 120 bpm da triste riuscendo a prendere tutte le note ma ho mancato il tempo in un sacco di assoli, da felice non me ne frega niente dei record di bpm ma ho preso tutti gli attacchi di un brano che mi sembrava impossibile… La felicità però non è matematica, va coltivata e bisogna sperare che il raccolto sia buono… Tutto qua…

Sai che sei inconcludente vero? Dici tutto e il contrario di tutto… Ma come si fa ad essere felici come dici tu quindi?

Non si fa, succede, sta alle persone cercare di non comportarsi da stronzi, poi i momenti felici arrivano senza avvisare, non sono il risultato di un’equazione, non sono un esame da 30 e lode, quella è matematica, è una soddisfazione certo, ma la felicità è un po diversa, non ha cause, ha solo effetti, e tranquillo che arriva, se non oggi domani, qui nessuno ha fretta…..

E intanto io me ne sto qua, appoggiato sulla mia chitarra acustica a fissare il muro e a pensare, chissà cosa, chissà perché, ma oggi sono felice così….

Vi starete chiedendo “cosa ho appena letto?” ebbene, questo è l’estratto di un discorso andato in onda nel mio cervello, una sorta di viaggio ad occhi chiusi, un discorso che non ho spiegato a parole in quel momento, ma che ho suonato, è un assolo, un semplice assolo blues, improvvisato su una scala di Re minore, sono le frasi, gli alti e i bassi, le ripetizioni ogni tanto, le note che salgono e quelle che scendono, i giri più allegri e i giri un po più tirati con il freno a mano, è ciò che inizia a passare quando anziché la tecnica usi ciò che insegna David Gilmour da sempre e che mi piace ascoltare in Pulse, è il modo in cui mi piace di più suonare, ma che forse mi riesce meglio quando non c’è un pubblico a giudicare…

Messaggi con la cugina

Piccolo estratto di una conversazione con una mia cugina che era stata lasciata e stava passando un periodo buio, allora ho voluto aiutare come mi sembrava giusto…. Ve li lascio leggere perché chiunque può avere certi periodi e aiutare le persone per me è un onore…

Alla fine non esistono errori ai quali non si può rimediare, siamo giovani e ci sembra che il futuro sia determinato da ciò che facciamo oggi e che tutto sarà così per sempre, in realtà poi dopo tempo ti svegli e i problemi che ti affliggevano tempo fa non sono più rilevanti, i rapporti con le persone sono una continua evoluzione, ma bisogna sempre capire chi siamo e quanto valiamo, imparare a stare anche soli nelle difficoltà e superarle da soli, ci vuole tempo lo so ma si può e si deve fare…..
Sappi che parli con uno che doveva laurearsi l’anno scorso, ho avuto un periodo nero a novembre e prima di ritornare ad avere la testa a posto sono arrivato a maggio senza aprire un libro e molto demotivato….

Ora voglio finire e mi sto impegnando ma ho perso un anno della mia vita, non ho niente di cui pentirmi però, ho ritrovato me stesso e anche se al giorno d’oggi il mondo ti taglia fuori facilmente mi sto tirando su di nuovo… pazienza per il ” se avessi fatto un anno prima”, ormai sono qua e posso solo andare avanti…

La motivazione è difficile da trovare, ma se non ritrovi te stessa non ritrovi neanche le passioni che ti hanno spinta a scegliere la tua università e senza quelle la voglia di studiare chi la vede….

Io nel percorso ho perso anche i pochi amici che mi ero fatto all’università, ma senza di loro ora sto bene, se li ho persi vuol dire che per loro non ero importante…

Eh io posso dirti che per fortuna ho sempre avuto la musica, è più di una compagnia per noi musicisti, ma mi rendo conto che ci vuole anche altro… ho iniziato a curarmi, e a trattarmi bene, perché alla fine se dovevo trovare me stesso dovevo anche essere la versione migliore di me stesso, e non esiste che perché una persona mi ha deluso allora io devo prendermela con me e tralasciare il fisico, o non volermi bene… La cosa migliore forse è quella, volersi bene, capire che meritiamo di meglio, che ci siamo fatti abbindolare da qualcosa che non era in noi, che siamo cambiati per una persona che non meritava, e dobbiamo ritrovarci… Tu non hai niente di sbagliato se le cose sono andate male, le cose sbagliate le avevano gli altri, non hanno saputo apprezzare quanto di buono c’era in noi e allora? Forse il dubbio che si insinua sempre nelle persone che hanno qualcosa di speciale è di essere sbagliati, allora ci facciamo cambiare e plasmare dal primo idiota che ci sembra “giusto”… Ma poi uno si trova disorientato quando torna solo, non sai più se la persona che eri prima c’è ancora, non sai se puoi essere una versione migliore di te stesso…

Poi è questo che forse ti deve fare andare avanti, la consapevolezza che tu domani puoi essere migliore di oggi, le ferite con il tempo si cureranno da sole e finalmente capisci che ciò che non doveva andare per fortuna non è andato, per fortuna è tutto finito prima che fosse ancora più tardi…

E dal passato finisci per imparare e ti conosci forse un po di più…

Il tempo ce l’hai, anche se per ora non lo vedi e ti sembra di non averlo, un passo alla volta è più che sufficiente per iniziare!

È naturale, perché siamo abituati ad una società in cui devi essere sempre il primo, sempre di corsa, la laurea nei 5 anni, il lavoro prima dei 27, morire lentamente ogni giorno prima dei 70, aspettare la morte affacciati alla finestra dai 70 in su quando in realtà siamo già morti dentro da anni perché non abbiamo avuto il tempo di tenere a noi stessi quando dovevamo….

Il tempo c’è ed è adesso, il tempo di volerti bene e trattati bene è questo!

Dopo ritrovi anche la L***a che voleva iscriversi all’università e fare grandi cose, ma se non la ritrovi sarai sempre a fare le cose perché costretta dall’avanzare dei giorni!

Figurati… So cosa vuol dire e come sia brutto affrontare certi momenti, ma so anche che è più brutto affrontarli da soli, ecco perché ho voluto parlarne…

Piccola nota, poi le persone di merda sono così furbe da far passare te per la persona che ha sbagliato, ti danno la colpa, e siccome sei una brava persona ti lasci ancora convincere da loro e credi di avere veramente colpe che in realtà non hai!
L’unica colpa è aver avuto legami con certe persone che non ti hanno saputo apprezzare, non sono stati capaci di vivere nel tuo mondo che era sicuramente migliore del loro, peggio per loro, troveranno la persona mediocre che cercano… E che meritano…

Io ti posso raccontare una cosa che ho notato, anche quando pensavo di essere solo, i miei genitori solitamente se qualche anno facevo solo uno o 2 esami spesso mi hanno fatto ramanzine e si sono arrabbiati con me, quest’anno devono aver capito le mie difficoltà e non mi hanno detto niente…. eppure l’anno scorso volavo diretto verso la laurea e poi mi sono fermato… Evidentemente anche se a volte non sanno come aiutarci, non per inesperienza ma perché non sono argomenti di cui spesso si parla con i figli, o perché comunque i problemi a gela non mancano a nessuno, ma in fondo qualche piccolo gesto da parte loro lo possiamo vedere e capirlo… ed esserne grati…

A volte sapere che non siamo soli ad avere certi problemi ci aiuta a capire che non abbiamo fatto niente di sbagliato…

Fine.

Oggi questa mia cugina la sento un po meno, però vedo su facebook che ha nuove amicizie e sta bene, e la cosa mi fa solo piacere, sono un po felice di esserle stato vicino in quel periodo da cui lentamente sta uscendo in maniera positiva…

Copyright , pirateria e proprietà intellettuale…

Siamo nel 2016, tutti abbiamo internet, tutti abbiamo la tecnologia, ma fondamentalmente tutti abbiamo la pirateria… Non sottovalutate il grande potere della pirateria, la cultura è diventata gratis, possiamo scaricare libri, film e musica, grazie a questo ci sono state date opportunità che i nostri nonni molto spesso non potevano permettersi e dovevano rassegnarsi a vivere senza… La cultura è diventato un bene comune… Una simile opportunità non sarebbe da sprecare scaricando solo contenuti spazzatura e virali… E magari se smettessimo anche di rendere famose le persone stupide sarebbe fantastico…

Ti piace ciò che fai? Lasciali parlare!

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Ci sarà sempre, qualsiasi cosa farai, chi ti dirà che sbagli, e allora? Tu fai ciò che ti piace o no? Lasciali parlare, loro non so cosa facciano, sicuramente nella vita l’unica vittoria che avranno sarà quella di aver parlato male di te, il loro più grande traguardo sarà quello di buttarti giù, nella vita non faranno mai un cazzo, spaleranno solo merda su chiunque fa qualcosa che gli piace, che segue le proprie passioni, perché loro non possono, non perché non se lo possono permettere finanziariamente, ma perché non hanno il carattere di sbatterci la testa, di sbagliare e di fallire per ricominciare, ma tu, che fai un sacco di cose che sono la tua passione insisti, sbaglia e ricomincia, prima o poi avrai il tuo momento di gloria, ma non perché sarai ricco e famoso, ma perché suonerai, reciterai, ballerai, o ti esibirai come avresti sempre voluto, per chi avresti voluto… Quelle persone sono esseri mediocri e non sanno fare altro, quella è la loro massima aspirazione nella vita, l’unica cosa che possono avere dalla loro vita di merda, loro saranno sempre nel loro paese a parlare male di altre persone che come te credono in ciò che fanno senza vergognarsene!

La salita è dura, ma che spettacolo dalla cima!

Sabato 18/06
Solitamente per concludere la mia settimana di allenamento in bellezza, il sabato, vado a correre 10 km in giro per le strade di Torino, ma dato che durante la settimana ho dato tanto in allenamento voglio riposare, decido di prendere la bicicletta del bike sharing e fare un giro breve, magari salire sul monte dei cappuccini in centro, cosa da poco giusto per far lavorare un po le gambe anche se non troppo…. Arrivo alla base della collina torinese e sbaglio strada, non trovo subito quella che cercavo, ma mi ritrovo di fronte degli scalini…. No niente allora devo tornare indietro e cambiare strada, la traversa dopo, no non è neanche questa, saliamo ancora, non ci sono più traverse e che si fa? Si torna indietro? Ma io ormai mi sono riscaldato perché non continuare la salita?
Ecco ora inizia il vero racconto, chilometro dopo chilometro sento le gambe che non sono al 100%, diamine, ieri ho allenato le gambe, ma che sto facendo?
Però so di poter proseguire e salgo ancora, arrivo alla villa della regina, giro intorno, il telefono dice che ho percorso 8 km, io sono sempre più stanco, non ho la bici adatta a una scalata, è una bici da passeggio, ma niente non ho voglia di mollare….
Salgo, salgo e salgo ancora, penso che le persone in macchina che mi incrociano devono vedere che sono veramente stanco, guardano incuriositi, forse me o forse la bici scassata che sto usando, e io sto grondando sudore, però so di essere oltre la metà, ma metà di cosa? Non lo so neanche io, però vedo i ripetitori della Rai, che vedo in lontananza anche da casa mia che sono sempre più vicini, e mi sono messo in mente che non sono troppo lontani, devo raggiungerli.

Salgo, vado avanti, mi supera un ciclista con una di quelle bici in carbonio con le marce corte, quanto lo invidio, fa un cenno, ricambio il saluto, sono sfinito, non esce un filo di voce.

Salgo…

Non penso di averne più, mi fermo, eppure…. Le antenne sono vicine…. Allora non mi arrendo, un po a piedi si può proseguire, e vado, faccio un po di strada, poi sento di farcela, si torna sulla bici, si pedala….

Salgo….

La storia è la stessa un po’ si pedala un po si cammina, ma l’importante è andare con le mie forze, prima o poi finirà no? E poi oggi è il mio primo giorno da 25enne, lo vogliamo ricordare? E come lo ricorderemo, come il giorno in cui ce l’ho quasi fatta o in cui ce l’ho fatta? Non esiste “quasi fatta”, a chi lo racconti? O ce l’hai fatta o non ce l’hai fatta, a nessuno interessa il “quasi”.
Mi torna anche in mente chi dice che il ciclismo è una metafora della vita, la salita è pesante ma devi farcela con le tue forze, solo tu puoi pedalare sulla tua bici, niente scorciatoie, in quel momento si vede chi vale veramente…

Salgo….

Sono sfinito ma sono arrivato una rotatoria, e vedo un po di pianura, allora prendo in quella direzione, ecco le antenne Rai, sapevo che ci sarei arrivato! Le gambe hanno recuperato un po di forze, mi riposo un po, scendo dalla bici, e mi guardo intorno…. Strano però che non ci sia un punto da cui fare una bella foto panoramica di Torino, eppure da qua su, si dovrebbe vedere bene…. E niente dall’altra uscita della rotonda si vedeva una salita, magari salendo un po c’è uno scorcio….
Solo che questa salita è più ripida, ma so di essere vicino, allora proseguo….

Salgo….

È pesante ma ormai la curiosità è troppa, dove porta tutta questa salita? Vedo delle indicazioni, colle della Maddalena, le seguo, trovo un disco pub, strano posto però magari è per la visuale? La salita è sempre meno ripida, e io penso di essere vicino alla cima, ho voglia di vedere dove mi ha portato tutto questo grande sforzo, ed ecco che arrivo, c’è un piccolo parco, entro, ci sono delle targhe a dei soldati morti intorno al 1916, 1917, e 1918, e si vede una statua, sarà la Maddalena! Arrivo in cima, ecco il panorama che volevo vedere, si vede tutta torino, sono nel punto più alto della collina torinese, è il momento di riposare un po, di fare un po di stretching, sennò le gambe non le ritrovo più per una settimana, una volta che finisco è il momento di godersi lo spettacolo, l’aria fresca, guardo la statua, leggo la dedica ai soldati e ai lavoratori, faccio un po di foto, sono felice, ho raggiunto questa vetta con una bici da passeggio con appena 7 rapporti, una bici da passeggio per la città,  infatti arrivano altri ciclisti e corridori che passano da qua perché fanno i percorsi nei sentieri di questo colle, la cosa che mi chiedono in molti è se veramente ho fatto quella salita con una bici da passeggio, mi fanno i complimenti, io sono stanco ma soddisfattissimo, un quarto d’ora di riposo e ora si torna giù…

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Certo scendere è molto più facile e devo dire che il vento contro fa sentire freddo, per fortuna ho portato il giubbotto primaverile! Chiuso fino al collo e si scende…. Man mano che scendo incontro tanti altri ciclisti che fanno la scalata, beati loro con le bici serie, non come la mia…. Poco importa anche questo ha reso il tutto più faticoso ma bello…

Scendo…

E la discesa non finisce più,  ma veramente ho fatto io tutta questa salita? Oggi? Wow… Non pensavo!

Arrivo in città, poso la bici vicino piazza Vittorio Veneto e vado ad aspettare il tram, non pedalò più, non oggi, oggi ho dato tutto e ho un sorriso enorme stampato sulla faccia, non so perché mentre cammino mi tornano in mente le parole di Andrè Agassi: “la gioia della vittoria è poca cosa in confronto alla rabbia per la sconfitta” e penso “magari perché la gioia della vittoria è più intensa e brucia più in fretta”… Ci voleva, sto bene, oggi sono felice…