Non lasciate che l’università vi tolga la vita…

Cosa sono io? Uno studente fuori corso, come chissà quanti la fuori nel mondo!

Però mi sono accorto di una cosa, le cose continuano a non andare bene, non capisco perché, sarà che non studio bene, o devo cambiare metodo, beh, non lo so… Però una cosa la so, che ogni volta che vengo bocciato nel solito schifoso esame di Fisica 2 mi trasformo, lascio che mi sovrasti, mi prenda e mi tolga la felicità, l’allegria, mi riduce completamente a uno schifo di vegetale, mi fa perdere le ambizioni musicali, mi fa perdere l’allegria(ripetuto perché dovete sapere che ne ho tanta solitamente), mi fa perdere me stesso… E questo non va assolutamente bene, per niente! Nessuno dovrebbe dare tutto questo potere a un esame e so che non sono l’unico, però le paure sono tante, il futuro che tarderà sempre ad arrivare, i continui sacrifici, essere mantenuto dai genitori, non essere in grado di togliersi uno sfizio perché ovviamente non si può pretendere troppo dai genitori e anzi bisogna essere grati di tutto, con i loro soldi avrebbero potuto fare quello che volevano invece stanno investendo in voi, e voi non vedete i risultati e state ancora peggio… Ma la cosa è molto semplice poi se la si guarda con altri occhi… Non può semplicemente essere che voi stiate investendo nel corso di studi sbagliato? Siete sicuri che ciò che state facendo vi piaccia? Davvero? O vi ritroverete da vecchi in una casa di riposo con il più grande risentimento della vostra vita di non aver fatto ciò che amavate? (su questa domanda fate molta attenzione, statisticamente è la risposta che viene data con maggiore frequenza dagli anziani nelle case di riposo)

E se vi dicessi adesso che in quelle case di riposo potreste anche non arrivare a finirci? Se vi dicessi che facendo qualcosa che vi piace potreste trovarvi ad amare il vostro lavoro e tenere attivo il cervello per tutta la vita? Se vi dicessi ancora che probabilmente facendo ciò che amate potreste ritrovarvi a essere talmente bravi, rilassati nel farlo, motivati, e mentalmente in forma da ritrovarvi intorno un bell’ambiente di gente che vi tratterà bene per tutta la vostra vita?

Ecco perché in questi giorni mi sto ritrovando a pensare tanto a ciò che ho, a cosa faccio e a cosa vorrei fare… Magari l’idea di essere un ingegnere che odia il suo lavoro e tutto ciò che fa mi fa paura… Magari vedendo come è finito mio padre a fare un lavoro che odia fino a oltre i 60 anni mi sono accorto che non ho tutta questa voglia di finire anche io così… E allora che si fa? Un po di cose semplici, iniziamo con alcune domande:

Cosa mi piace fare? Giocare a tennis, allenarmi, suonare la chitarra elettrica, leggere, ascoltare musica, andare ai concerti…

Cosa può essere un lavoro o un buon investimento tra questi? Prendere la certificazione coni come personal trainer, curare la preparazione atletica dei giovani tennisti, Insegnare musica, organizzare concerti, studiare come fonico…

Bene, siamo passati dalla negatività dell’università del “non so fare niente, non valgo nulla” a “cazzo quante cose so fare, quanto mi piacciono e quanto potrei farle bene…

Ecco perché negli ultimi giorni alcune persone speciali che ho intorno mi hanno fatto capire che non bisogna dare troppo peso alle situazioni attuali, all’esame fallito, all’essere uno studente fuori corso, e tutte queste cose negative che possono solo portare a pensieri negativi, i più negativi possibili, fino a rovinare anche i rapporti che avete con le persone e uccidervi (figurativamente)… Stava succedendo a me, ero diventato una persona con cui insieme neanche io avrei passato un minuto, non ero io, non era quella persona che i miei amici e amiche hanno imparato a voler bene, ero una persona scontrosa, arrivavo la sera a letto e non dormivo, mi veniva il nervoso per tutto, e cosa peggiore per me, non riuscivo a gestire le situazioni, bastava un niente per mandarmi in crisi, non cercavo di capire le persone intorno a me e ciò che facevano, ero veramente una pessima persona… Non deve succedere di nuovo, so di essere molto meglio di un esame, anche quando non sono in grado di passarlo, pazienza…

Relationships for dummies

Cosa sto scoprendo di me negli ultimi tempi? Che non so più stare in una relazione… Non so cosa sia, se è solo colpa di quest’era stalker 6s dove siamo abituati in ogni momento a sapere, sentire, e vedere le persone con cui stiamo, o se semplicemente le brutte esperienze del passato ci hanno condizionato tanto, il fatto è questo, molti al giorno d’oggi non sanno stare in una relazione, mette ansia, fa stare male… In questi giorni sto guardando sporadicamente una serie tv che più o meno una volta ogni 2 anni guardo sempre, ed è How i met your mother, e quando prima pensavo fossero un po stupidi quando in una relazione stavano male e si facevano mille paranoie a partire da Ted quando stava in una relazione a distanza con la pasticcera in germania e quando se la immagina in taxi che hanno una discussione perché lei non l’ha chiamato nella sua testa lei gli risponde “si non ti ho chiamato perché in questo momento sono con 2 bei tedeschi che ti sto tradendo”, ecco, l’insicurezza, mia vecchia nemica che tutt’oggi ho, appena una persona non mi cerca subito cosa mi viene in mente? Non l’idea che stia semplicemente non vedendo il telefono, in quest’era “always connected” non ci sfiora neanche, ma perché?

Altro caso, Barney se ne va in giro dicendo di essere Ted Mosby, l’architetto, e Robin che sta con Ted e non riesce a contattarlo telefonicamente se ne va in giro a cercarlo e viene a sapere che ha fatto un sacco di porcate e la sta tradendo, allora completamente senza fidarsi da per scontato che sicuramente l’avrà tradita, se ne sta andando a letto con un’istruttrice di kick-boxing con un culo da favola… La fiducia, quella gran sconosciuta che non si ha mai il coraggio di riporre nelle persone…

Mentre poi c’è Barney che sa di fare schifo nelle relazioni e se ne tiene alla larga e le teme…(facendosi tutte le donne che incontra però)

Perché non riusciamo a starcene tranquilli e vivere la nostra vita e avere i nostri impegni come una volta, ah mannaggia, odio le relazioni…. Non perché non mi piaccia tenerci a una persona, ma perché non mi piace essere ansioso…. Non sopporto l’idea di diventare una persona diversa, essere pesante e dare fastidio, non sopporto di essere una persona che ci tiene, ma nonostante tutto è insicura e ha paura di poter essere sostituita come se niente fosse, non so se non mi fido di me o degli altri, sarà il passato che non mi fa più fidare delle persone, che ascolta le parole e nella testa pensa “si, come no” o “certo, dici a tutti così perché è lo standard”… È brutto ma forse è proprio per questo che non sono ancora pronto, perché chiedo certezze, non sono capace di darne e vivo male le situazioni, perché per quanto mi so possa dire “con te ci sto bene” nel mio cervello passa “le endorfine liberate per ora mi fanno dire una cosa che non penso assolutamente ma che in questo momento ci starebbe bene” mentre quando sono io a dirlo “che schifo che faccio, lo sto pensando veramente e questo mi farà soffrire”… La storia è sempre quella… Finché non se ne vanno le insicurezze è difficile fidarsi, una persona può essere sincera ma la percepiremo sempre come bugiarda, il problema non sono gli altri, ne l’always connected, ma solo noi, solo la nostra fiducia ferita e che non torna, e chissà quanto ci vorrà, quante belle cose manderemo a monte, quante volte vorremo essere noi i vincitori, gli stronzi che giocano le persone in stile Barney Stinson, prima di tornare a riporre fiducia in una persona, fino ad allora beh, mandate tutto a monte, rovinate tutti i bei momenti, sfanculatevi con le persone a cui state iniziando a tenere e a provare affetto, non per cattiveria, ma perché il vostro nervoso, e la vostra poca fiducia procuratavi dai vecchi rapporti vi giocherà sempre brutti scherzi, vi farà sempre stare male e vi farà sempre stare con l’ansia che come vi hanno sostituito in passato stiano cercando di sostituirvi anche nel presente, finché non sarete pronti potrete provarci pure con tutti voi stessi, dirvi “o ti fidi o non ti fidi, ma se ti fidi fallo e basta, senza immergerti nei dubbi, senza dare le colpe agli altri, senza stare sempre attaccato al telefono e pensare “perché non chiama”, e ripartendo da 0, ieri ero un altra persona, oggi voglio essere meglio” ma è difficile, tanto difficile… Restare soli finché non si è ancora capaci di fidarsi forse è la scelta migliore… Sennò provateci se a quella persona ci tenete veramente e vi sembra che ne valga la pena a volte ciò che può sembrare follia porta qualcosa di bello…

Perché tutti questi pensieri e queste parole? Perché è passato tanto tempo dall’ultima volta che ho avuto una relazione e mi sono fidato, ed è andata talmente male (Barney, Barney preciso, con quella biondina, ricordate?) che in seguito ho costruito un enorme muro intorno a me, rifiutando le relazioni e non interessandomi per tanto tempo neanche alle ragazze con cui uscivo (ancora Barney!!), ora non ci riesco ancora a vivere bene, tutto qua… Ci vuole solo tanto tempo per riacquistare la fiducia, la calma e tutto… E soprattutto per eliminare i pensieri negativi, come le liti che non avverranno mai che avvengono sempre nella testa delle persone, avete presente? Quelle sono le cose peggiori che ci siano, mandano a puttane il cervello… Signori miei, non rassegnatevi, ci sono le coppie storiche, Marshall e Lily che si trovano una volta e non si lasciano più perché stanno bene insieme e hanno come sogno entrambi di costruire una famiglia, le coppie strane come Barney e Robin indipendenti, unici e che sanno stare anche bene insieme, e le coppie “colpi di fulmine” come Ted e Tracy, che si incontrano per sbaglio quando non si stanno neanche cercando… Basta saper aspettare e ognuno trova la propria…. E toglietevi dalla testa la stronzata delle mele, mezza mela, altra metà della mela, la dolce metà ecc. dovete essere un unico intero già da soli se volete una persona al vostro fianco, solo le mezze seghe si accontentano di un altra mezza sega per funzionare (male)…. I’m awesome…

Flusso

Arrivo a quest’ora, dopo un’intera giornata tra libri, corse e stress, e tutto quello che voglio fare è accendere lo stereo, mettere su un cd blues/rock e smettere di pensare, staccare il cervello, ubriacarmi di musica, perché la realtà non la reggo più….. Questa realtà che poi di reale non ha niente, devi sempre sorridere e fare finta che vada tutto bene, anche se dentro di te solo tu sai quanto avresti voglia di tirare fuori il tuo dolore, di dire quelle parole seppur cattive come non sei mai stato a chi le merita, perché dentro di te lo sai quanto possa ferire una persona che tradisce la tua fiducia…. Però ti continui a ripetere “stai tranquillo, aspetta, certe persone quando rimpiangeranno ciò che hanno fatto sarà troppo tardi,  non hanno bisogno di una dose in più di cattiveria che magari le farebbe sentire più forti proprio adesso, aspetta, tranquillo, arriverà il momento in cui penseranno “avevo tutto ciò che potevo desiderare e l’ho perso” tu dopotutto sai di avere la coscienza pulita, di aver dato sempre il massimo a chi non lo meritava, l’unica cosa buona è che ora sai che non lo meritavano….
E ne ho anche per quei grandi amici che quando hanno bisogno di una persona che gli tiri su il morale si ricordano benissimo numero di telefono e indirizzo, ma quando si tratta di andare a divertirsi non si ricordano neanche che oltre alla persona che ha sempre la buona parola pronta a tirare su il morale sei anche una persona a cui piaceva divertirsi, e allora si sono dimenticati tutti…. Piaceva…. Si perché io da qualche anno a questa parte il divertimento l’ho dimenticato…. Sepolto…. A volte se ne escono con una frase fantastica del tipo “ah tu quella volta non c’eri” scusa chi non c’era? Io probabilmente ero a casa con la chitarra in mano un po annoiato, correggi la frase in “ah noi ci stavamo andando a divertire e chi ti ha cagato”….. Ecco ora è perfetta…..
Sento tanto il bisogno di persone intorno, ma poi a pensarci bene, queste persone che hanno da darmi? Le solite 4 battute scontate da social network e poi? Mah forse di gente del genere intorno non ne ho proprio bisogno…. Mi converrebbe farmi forza da solo e rialzarmi come ho sempre fatto, che forse quella persona che vado cercando sono io stesso….. Poi una volta, che uno si basta da solo capisce di poter resettare la rubrica e ricominciare da zero…..

Prima vs. Dopo

Prima, quando pensavo “non posso farcela”, “è troppo difficile”, “non sarò mai così agile”.
Dopo, quando ho detto “perché non provare?” “Facciamolo, vediamo se ci riesco” ” Wow ho imparato veramente??”
Già chi ci crede da subito in se stessi? È molto più facile darsi per sconfitti senza lottare, poi quando inizi ti dimentichi perché hai iniziato, ti interessa solamente vedere cosa sa fare il tuo fisico, non tutte le stronzate del tipo “così farò strage di f…..” o cose simili, ti accorgi di come ti rilassi alla fine di ogni allenamento, ti accorgi di voler dare al tuo corpo che ora ami solo cibo sano, VERO, niente cibo spazzatura, o cose fritte, solo ciò che sai che non ti farà male….

Monet vive

L’arte…. Cos’è veramente oltre l’intrattenimento del pubblico? Che si tratti di un concerto, di una mostra di quadri, o di un ballo, o qualsiasi altra forma d’arte, è qualcosa di particolarmente intimo per un artista, che dona i propri sentimenti al pubblico, che si racconta e si mostra come forse neanche lui sapeva di poter fare…. Oggi ho visto di persona i quadri di Monet, prima di andare pensavo “ma oltre ad averli fatti lui che vedrò poi di così speciale e sconosciuto?” E sbagliavo di grosso, una volta la ho potuto capire quanto potesse essere geniale l’impressionismo di Monet… Certo, i primi quadri niente di che, un ottima tecnica ma oltre a essere delle ottime rappresentazioni non dicevano molto, poi arrivato nel periodo impressionista però ho sentito veramente qualcosa dentro…. Monet che parlava, che esprimeva attraverso le sue pennellate perfette il suo ricordo di un particolare momento, che questo fosse allegro o triste, che fosse un paesaggio freddo o caldo e nei quali riusciva a esprimere in entrambi veramente tantissimo….. Ho visto nel ritratto della moglie morta tutta la sofferenza che provava il pittore nel momento, e la gioia nei colori della primavera, e anche la bellezza del freddo inverno nevoso…. Solo impressioni, per lasciare allo spettatore la possibilità di non perdere tempo a guardare la perfezione di un oggetto ritratto, ma di godersi la bellezza di tutto l’insieme, proprio come i ricordi nella nostra mente, non ricordiamo i dettagli di ogni singolo oggetto come fosse una fotografia, ma ricordiamo vagamente il particolare, mentre l’emozione che ci ha comunicato quella si che la ricordiamo bene…. E dopo aver visto tanta bellezza ho iniziato a riflettere anche su un altra cosa,  avevo davanti il quadro che il genio di Monet aveva deciso che doveva essere così,  che prima era stato ideato nella sua mente e poi attraverso il suo pennello raffigurato sulla tela…. Il suo pennello, perché così perfetto, così geniale, così bene non lo potrà mai fare nessuno di nuovo… Cioè potrà chiunque copiare lo stile, copiare un suo dipinto per appenderlo nella propria stanza e avere un bell’ornamento, ma la pennellata originale non sarà mai replicabile al 100% nella sua perfezione…. Solo Monet come ogni altro artista saprà quanto ha meditato e lavorato per ogni sua  singola idea, per arrivare al risultato che ha stupito il mondo è l’ha reso immortale…. Fantastico…..