Notte di transizione, note di transizione…

Mi trovo in casa, chitarra in braccio, note a volontà, poca voglia di festeggiare un anno nuovo, tanta paura del futuro, tantissima voglia di viverlo e affrontarlo… 2016…. Già il numero non è niente male, 2 multipli del 4, e non suona neanche tanto cacofonico come suonavano prima il 2015 o il 2014, suona in maniera molto più dolce… Vorrei che fosse anche un anno più lento, ne avrei veramente bisogno… Devo dire che negli ultimi anni mi sono sempre trovato a correre, dietro a qualcuno, dietro a qualcosa, sempre una frenesia, senza fissa dimora, senza mai fermarmi per più di un ora a pensare a me, cosa che forse ho iniziato a fare in questi ultimi giorni del 2015… Ho messo un po tutto in pausa, non mi sembra normale, ma ho preso un paio di giorni per osservare ciò che ho intorno… Il mare, i tramonti, i paesaggi, le persone, le maschere che non comprendo, i dipinti, le strade… Quante cose mi sono sfuggite? Molte, non ho più fatto attenzione a niente, non ho fatto attenzione a chi sono io, ho soffocato i miei pensieri per tanto tempo, e mi viene difficile tirarli fuori adesso, però appena posso provo a farlo, mi piace scrivere, mette tutto in chiaro, è un po come parlare con una persona, la sola differenza è che non mi sento giudicato, perché tanto puoi tornare indietro, cancellare, e pensare nuovamente ciò che volevi dire, magari pensarlo anche per la prima volta nella maniera giusta ed essere meravigliati, un po’ dire “wow ben detto”… Ecco perché continuerò a farlo nel 2016… Diciamo che ora vorrei passare agli auguri per il nuovo anno…. A chi li devo fare questi auguri? Non ho nessuno in particolare a cui fare auguri in questo momento, a furia di correre mi sono trovato in un periodo della vita in cui non trovo molta gente intorno, sarò in testa, sarò indietro, avrò sbagliato strada, non lo so, magari sto passando per una scorciatoia, o magari allungo e quando avrò ripreso il percorso giusto capirò che magari ho fatto una strada più bella, dopotutto come nella corsa anche nella vita ciò che conta non è tanto la fatica quando si è soddisfatti della propria prestazione, degli ostacoli superati, e dei pensieri che si sono susseguiti dentro la nostra testa… Quindi auguro un buon 2016 un po’ a tutti… Lo auguro a chi ha voglia di lottare in questo nuovo anno, a chi ha voglia di mettersi in gioco, a chi pensa che ne valga la pena e a chi ha voglia di rialzarsi con coraggio, fregandosene delle conseguenze, chi ha voglia di combatterlo a muso duro, a chi ha smesso di combattere e raccoglie le forze, a chi non sa cosa vuole ma si impegna a cercare dentro di sé una risposta, a chi si circonda delle persone giuste… A chi vuole continuare a sognare… Vi auguro di prendere questo nuovo anno, e fargli vedere chi siete, anche perché poi non potrete tornare indietro e cambiarlo, quindi conviene agire sul momento… Buon 2016, e spero che siate soddisfatti pienamente di questo 2015… Mancano poche ore, siamo ancora nel 2015, quindi il mio consiglio è anche questo, se avete qualcosa che vorreste fare ma che avete paura che possa rovinare l’inizio del 2016 nel caso vi andasse male, perché non farlo nelle ultime ore del 2015? Tanto sta quasi finendo, non sarà un ultima azione a rovinarvelo no? Tanto poi stasera si brinda, al limite fate un paio di brindisi in più e non ci pensate neanche….

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Vermi solitari…

È veramente troppo facile puntare il dito contro gli altri credendo di avere sempre la coscienza pulita, soprattutto quando le cose non si conoscono…. È proprio vero che a volte il silenzio vale più di mille parole, il silenzio è assenza, la cosa peggiore che ci possa essere, ma è anche riflessione, e a volte ci sono persone che nel silenzio capiscono veramente ciò che c’è da capire, c’è chi capisce gli errori, chi prova ad analizzarli a monte piuttosto che criticarli a valle…. Io sono veramente amareggiato da tante cose, e la cosa che più mi da fastidio è essere criticato senza aver mai chiesto la mia versione dei fatti…. Prima di essere arrabbiati con una persona cercate almeno di ascoltare entrambe le parti….

Io cerco sempre di non parlare male delle persone a cui ho voluto bene ma non ragionano mica tutti così, alcuni sembra che non aspettino altro che un momento di tensione per scaricare ciò che hanno tenuto dentro per anni, ma che senso ha? Tenete dentro le cose per anni per farle lievitare e servirne in maggiore quantità? Ci vorrebbe solo un po di sincerità in più, non la falsità di accettare qualcosa per poi rinfacciarlo…. Buongiorno….

Perchè siamo tutti pazzi, e abbiamo paura dei pazzi…

Vi è mai capitato di vedere quei film ambientati in ex manicomi, o documentari in cui si narrano le storie di manicomi, fantasmi e cose del genere? Magari quelli in cui si vedono i muri completamente pieni di scritte pensieri strani, parole a caso, che fanno anche un po paura a vederli, a pensare che la dentro c’è stato qualcuno che ha passato tempo a scrivere quelle cose… Bene… E se noi non avessimo i nostri smartphone, i nostri pc, la nostra bacheca di facebook, il blog… Dove li scriveremmo i nostri pensieri? Su un diario? E se non avessimo neanche quello, neanche un foglio di carta, niente di niente… Bene… Ecco a voi i pazzi che fino a oggi non hanno scritto sui muri…..

Stile libero…

Chissà forse un giorno smetteremo di cercare di dare le colpe a qualcuno a colpi di link su facebook, smetteremo di maledire il passato e lo accetteremo, capendo che ciò che è stato ci ha resi ciò che siamo, che ciò che abbiamo detto e pensato non è stato sbagliato, semplicemente adatto al momento in cui lo abbiamo pensato…

Non rinnego niente del mio passato, poi è la vita a cambiarci, i momenti, le circostanze, l’età, la voglia di sognare, di cercare soddisfazione in noi stessi… Non commettendo l’errore di pensare di vivere una vita per per gli altri, vivendo la propria e basta, com’è giusto che sia, facendoci bastare, perché alla fine è solo con noi che dovremo passare i nostri giorni, sia quelli felici che i momenti di difficoltà…. Perché la vita funziona proprio così, anche quando diciamo di poter fare delle rinunce non è vero che le vogliamo fare, poi ci troveremo a fare i conti con noi stessi e a pensare “cosa sarebbe successo se avessi provato, se mi fossi lanciato, se mi fossi tuffato nella mia vita” non rimanendo su quel bordo, fermi immobili spaventati dall’acqua perché è profonda, se sappiamo nuotare dobbiamo solo credere in noi stessi, e non importa se nuotiamo lentamente o se andiamo veloci, scegliamo il nostro stile e nuotiamo, chi ci può fermare? Solo il nostro cervello può farci dire “non ce la faccio”, e se lo diciamo almeno avremo avuto la soddisfazione di sentire l’acqua sulla pelle, tra i capelli, di aver visto i nostri schizzi, di aver fatto la nostra parte…. Tornare indietro una volta arrivati sul bordo non ci avrebbe permesso di provare tutte le emozioni che si possono provare anche ad arrivare secondi, o per lo meno quelle che avremmo provato prima di ritirarci, il gioco vale la candela, e chi se ne fotte della cera sprecata se per un attimo ha brillato….